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Kako.

Nasce dalle mani, dall’attesa, da gesti ripetuti che non cercano di essere perfetti. La ceramica è il mio modo di stare nel mondo: ascoltare la materia, accettare ciò che cambia, lasciare spazio all’imprevisto. È il perimetro che ho disegnato per abitare il tempo come voglio io, dove la pratica diventa un terreno comune per far nascere idee e far incontrare storie. Mi interessa ciò che è essenziale, leggero, vivo. Credo nel valore di quello che accade mentre si crea insieme: lavorare la terra è una dinamica aperta, un dialogo silenzioso tra mani diverse. Ogni pezzo è un incontro tra controllo e abbandono, tra progetto e istinto.


Kako… presenza discreta e fedele, pratica silenziosa e sincera che sa restare.

Nata a Lecco nel 2000 ma accolta in Brianza, dopo gli studi artistici a Monza si laurea in Design degli Interni. È in quegli anni che incontra la ceramica, e il suo mondo si apre lentamente a nuovi gesti, forme e possibilità, fino a lasciarsi assorbire.

Si forma grazie all’insegnamento di Stefania Meglio e frequentando il Laboratorio di Argilla di Monza, dove apprende che ogni gesto lascia un segno e che la materia parla a chi sa ascoltare. Attraverso il racconto di Stefania scopre la pratica della cottura Raku, un rito di terra e di fuoco che la affascina fin da subito per la forza espressiva e la
sua imprevedibilità.
Ancora oggi, la sua guida la accompagna e l’argilla rimane il linguaggio per raccontarsi senza parole, in un percorso che è in divenire.

Silvia