KAKO

Ceramika.

Abitare il proprio corpo e i propri gesti.
Sentire il peso delle mani, il ritmo del respiro, la pressione dei piedi sul terreno. Ogni azione lascia un segno, ogni scelta lascia una traccia visibile
o nascosta.
Non si tratta di arrivare da qualche parte, ma di conoscere la propria consistenza, il proprio spessore.

  • Un frutto che non cerca di piacere a tutti, ma che si rivela speciale per chi sa aspettare. Materia solida fuori, cuore cedevole dentro. È il colore della terra, è ciò che mi appartiene.

  • La "K" di Raku. Kako come "passato" in giapponese. Lavorare una terra antica per creare qualcosa che resti, unendo ciò che è stato a ciò che vibra oggi.

  • Da Burraco, che per tutti è Caco. Il mio compagno, il ritmo silenzioso delle mie giornate. KAKO è lui, in ogni dolce gesto.